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Circolo "Alexander Langer"- Monza

Piazza Carrobiolo, 6     20052 MONZA (MI)

email: monza@legambiente.org

 

 

 

 


ACQUA

                                   

Il 22 marzo di ogni anno si celebra la "Giornata Mondiale dell'Acqua", proclamata nel 1993 dall'Assemblea delle Nazioni Unite: perché la carenza di acqua pulita è una emergenza mondiale e in alcune aree del pianeta è una vera e propria catastrofe.

L'acqua, la più importante risorsa del nostro pianeta, è un bene comune che appartiene a tutti gli abitanti della terra ed è patrimonio dell'umanità.


L'accesso all'acqua è un diritto fondamentale e inalienabile, che va garantito a tutti. Eppure l'abitudine allo spreco e la noncuranza ci fanno spesso perdere di vista la necessità di proteggere questa risorsa.

Poiché l'acqua è uno degli elementi che maggiormente subiscono l'impatto del cambio climatico: lo scioglimento dei ghiacciai è aumentato dell'1% annuo negli ultimi 35 anni, con una conseguente riduzione delle riserve di acqua potabile. Ma anche la diminuzione della portata dei fiumi e delle precipitazioni nell'area mediterranea - che favorisce i processi di desertificazione - sono fenomeni che sempre più assottigliano le riserve di acqua potabile. Una responsabilità dei paesi ricchi e industrializzati, che rappresentano meno del 20% della popolazione mondiale e consumano oltre il 60% dell'energia prodotta; con ricadute ambientali che si fanno sentire in maniera più catastrofica nei paesi più poveri del Sud del mondo, meno preparati ad adattarsi agli impatti.

La campagna "Acqua: bene comune dell'umanità, diritto di tutti" è finanziata dall'Unione Europea per promuovere la cultura dell'acqua come bene comune dell'umanità, e che Legambiente realizza insieme a CEVI, CIPSI, COSPE, CRIC, France Libertés, CERAI, Dimitra.

 


Monza

 

Martedì 27 febbraio 2007 si è costituito il Comitato di Monza-Brianza a sostegno della campagna nazionale: “Acqua pubblica: ci metto la firma”.

La campagna ha come obiettivo la presentazione di un disegno di legge di iniziativa popolare che contrasti i processi di privatizzazione dell’acqua in atto nel nostro paese e sostenga con forza la necessità del governo pubblico dell'intero ciclo delle acque.

I punti salienti della campagna:

1.    l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale, la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile sono diritti inalienabili e inviolabili della persona.

2.    L’acqua è un bene finito, da tutelare e da conservare perché indispensabile all’esistenza di tutti gli esseri viventi della presente e delle future generazioni.

3.    Ogni territorio deve definire un bilancio idrico che preservi la risorsa e la sua qualità

4.    Il servizio idrico integrato è un servizio pubblico privo di rilevanza economica, sottratto alle leggi del mercato e della concorrenza e finalizzato ad obiettivi di carattere sociale ed ambientale.

5.    Il servizio idrico integrato deve essere gestito esclusivamente attraverso enti di diritto pubblico.

6.    Entro tempi certi devono terminare tutte le gestioni affidate a privati, a società miste pubblico –privato.

7.    50 litri al giorno per persona, il minimo vitale giornaliero libero e garantito

8.    i lavoratori del servizio idrico e gli abitanti del territorio partecipano attivamente alle decisioni sugli atti fondamentali di gestione del servizio idrico integrato.

9.    Il servizio idrico è finanziato con la riduzione delle spese militari, con la lotta all’evasione fiscale, con tasse ambientali di scopo.

10. Un fondo nazionale finanzia progetti per l’accesso all’acqua potabile nel sud del mondo.

 

Il Comitato intende svolgere la campagna favorendo la costituzione di comitati nei singoli comuni, promuovendo iniziative pubbliche di confronto e approfondimenti.

L'obbiettivo è raccogliere molte firme ma anche di affrontare il problema della gestione e dell'erogazione dell'acqua in Brianza affinché tutto il ciclo idrico sia in mano pubblica e l'acqua sia potabile e di qualità denunciando quelle situazioni che favoriscono la vendita dell'acqua in bottiglie.

Si può firmare, oltre che ai banchetti, anche presso le segreterie comunali basta avere un documento di riconoscimento valido  ed essere cittadino italiano maggiorenne.

Siete tutti invitati ad aderire al Comitato e partecipare; singoli cittadini, associazioni, movimenti, partiti politici e chiunque volesse dire: “Acqua pubblica: ci metto la firma”. Maggiori informazioni sulla proposta di legge, sul testo della stessa, sui materiali della campagna si possono trovare sul sito www.acquabenecomune.org.

 

La sede del Comitato è presso la Camera del Lavoro di Monza-Brianza in via Monte Oliveto, 7 a Monza tel. 039-27311. Il nostro prossimo incontro si svolgerà il 27 marzo ore 21,00 presso la sede sopra indicata.

ACQUA POTABILE CONTRO ACQUA MINERALE

La legge, a questo proposito, è severissima.
L'acqua potabile è disciplinata dal         DPR n. 236/1988 e dai decreti legislativi    n. 31/2001 e n. 27/2002, che discendono         da Direttive europee che hanno         imposto dei requisiti molto rigorosi.
L'acqua, per essere potabile, non solo non deve "contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana", ma non deve superare neanche determinati valori massimi di sostanze non propriamente nocive per la salute.

Ci dicono che le acque minerali siano   migliori di quella di rubinetto per vari    motivi: sapore, quantità di sodio contenuta, controlli, nitrati, presenza di calcare nell' acqua di rubinetto ecc.ecc.

Ora noi cercheremo di dimostrare che queste differenze sono irrilevanti o del tutto inesistenti.

Cominciamo con uno degli aspetti più reclamizzati, il sodio.

Le acque minerali iposodiche contengono circa 2 mg di sodio per litro, mentre il contenuto medio si aggira attorno ai 21 mg per litro per le acque minerali e 26,5 mg per quella di rubinetto (dato gentilmente fornito dall' acquedotto di Milano).

Ora, premesso che il sodio entro certi livelli è dannoso solo per le persone ipertese, si potrebbe comunque pensare che, essendo il contenuto in acque iposodiche 20 volte più piccolo, ci sia un effettivo guadagno, non fosse che in altri cibi il contenuto di sodio è tale da disintegrare qualsiasi effetto positivo; basti pensare che in un litro di acqua per la pasta sono contenuti (considerando 10 g di sale per litro, cioè un pugno circa) approssimativamente 4000 mg  di sodio, per non parlare di crakers e altri alimenti salati.

Dal lato economico inoltre l' acqua di rubinetto è molto più conveniente; non gravano infatti su di essa costi pubblicitari, di trasporto e di imballaggio e i comuni risparmierebbero sui costi di raccolta della plastica.

Riguardo ai controlli invece la differenza c'è, ed è tutta a favore delle acque di rubinetto, su cui sono molto più frequenti (basti dire che sull' acqua minerale imbottigliata il controllo va eseguito una volta ogni 5 anni, mentre sull' acqua di rubinetto ogni  giorno nelle grandi città e settimanalmente negli altri casi).

Il problema del sapore dovuto al cloro usato per disinfettare è invece stato quasi del tutto risolto, e comunque varia molto da zona a zona e non è quindi un problema che riguarda l' acqua di rubinetto in generale.

Le concentrazioni dei nitrati ( sostanze azotate che in alcuni casi risultano dannose) i cui limiti sono stabiliti per legge, è invece sempre controllata nell' acqua di rubinetto, mentre nelle acque minerali vi è solo l' obbligo, entro certi parametri, di esporre il valore sull' etichetta, senza indicare se l' acqua è sconsigliata per particolari categorie di persone, come ad esempio gli infanti.

Infine il calcare eventualmente presente nell' acqua di rubinetto è dannoso sì, ma solo per il filtro della lavatrice, mentre ha effetti benefici l’ organismo delle persone anziane o malate di osteoporosi essendo un composto del calcio.

Possiamo quindi concludere che, considerando anche le ingenti quantità di prodotti di scarto (imballaggi, contenitori ecc.) che vengono prodotti con l' utilizzo dell' acqua minerale, bere acqua di rubinetto sia  più conveniente per il nostro portafoglio e per il nostro ecosistema.

 

Il  Circolo Alexander Langer

ricorda a tutti i soci e simpatizzanti che il loro sostegno permettA di intraprendere nuove iniziative e di ottenere nuovi successi per la difesa dell’ambiente e della qualità della vita di Monza e circondario.

Invita quindi tutti a rinnovare l’adesione a Legambiente tramite il Circolo di Monza, ricordando che la quota associativa ordinaria è di 26 € per gli adulti e 6 € per i ragazzi (comprende l’assicurazione per le attività organizzate dal circolo).

Per rinnovare, o per aderire a Legambiente per la prima volta, venite a trovarci:

-         ogni giovedì, ore 18:00 - 19:00, in vicolo Carrobiolo, 2 (di fianco all’Ufficio di Igiene);

-         ogni 4° domenica del mese al Mercatino Biologico in Piazza Duomo.

-         ATTENZIONE! TRA  POCO SARà POSSIBILE VENIRE A TROVARCI ANCHE ALL’OASI

Potete anche effettuare un versamento sul c/c n° 963 della Banca Popolare di Milano, agenzia n° 153 di Monza (ABI 05584, CAB 20403), specificando la causale e i vostri dati.

                

 

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